## La crisi COVID-19 in Europa e la risposta del Fondo Monetario

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### Impatto economico
- Il decreto governativo che impone la chiusura dei servizi non essenziali ha colpito "un terzo dell’output economico".
- "Per ogni mese in cui queste attività economiche rimangono inattive a causa di COVID/19, il PIL cala del 3 percento", senza calcolare le ricadute ulteriori sull’economia.
- Conclusione: la crisi causerà "una profonda recessione in Europa".

### Risposte politiche nelle economie avanzate
- Ampie espansioni fiscali sono state adottate per mitigare l’impatto della crisi.
- Le regole e le limitazioni fiscali sono state sospese per permettere disavanzi fiscali crescenti e massimo supporto d’emergenza.
- Le Banche Centrali hanno messo a disposizione massicci programmi per l’acquisto di asset.
- I regolatori finanziari hanno rilassato i regolamenti per permettere alle banche di continuare a supportare clienti in sofferenza e l’economia in generale.
- Nella zona euro, interventi su vasta scala della BCE e la decisione dei leader europei di invocare il Meccanismo di stabilità europea sono particolarmente importanti per sostenere paesi ad alto debito.

### Situazione delle economie emergenti europee (membri UE ma non zona euro)
- Non godono delle stesse politiche fiscali delle economie avanzate, ma beneficiano di ridotti disavanzi fiscali ed esterni, livelli di debito inferiori e sistemi bancari rafforzati.
- Hanno rafforzato gli ammortizzatori negli ultimi anni e ora è il momento per utilizzarli.

### Situazione delle economie emergenti non membri dell’UE (soprattutto i più piccoli)
- Spazi fiscali molto variabili e generalmente più limitati a causa di mercati finanziari poco profondi e connessioni limitate con l’Unione europea.
- Hanno accesso limitato a capitale esterno e sistemi bancari meno sviluppati, rendendo difficile finanziare grandi aumenti di deficit fiscale.
- La membership all’Unione europea fornisce credibilità politica e istituzionale che molti di questi paesi non possiedono.

### Domanda di assistenza al Fondo Monetario
- La maggior parte dei nove paesi di economie emergenti in Europa centrale ed orientale non appartenenti all’Unione europea (eccetto la Russia e la Turchia) hanno già fatto domanda di assistenza di emergenza attraverso le strutture di pronto supporto finanziario del Fondo monetario.
- Si uniscono a "più di 70 altri paesi membri in tutto il mondo che hanno già chiesto la nostra assistenza – per un totale di oltre $50 miliardi – di fondi a rapida distribuzione e basse condizioni".
- Rappresenta "il più grosso numero di paesi che abbiano mai ricevuto l’assistenza del Fondo in un particolare periodo".

### Azione e adattamento del Fondo Monetario
- Il Fondo si sta muovendo "il più rapidamente possible" per dare assistenza ai suoi membri in questa crisi sistemica.
- Si stanno "drammaticamente semplificando le nostre regole interne e le procedure" per rispondere con rapidità, agilità e in maniera commensurata al fabbisogno.
- Gli "azionisti – i 189 paesi aderenti in tutto il mondo" si aspettano che il Fondo svolga questo ruolo di supporto.

### Raccomandazioni di politica (implicite nel testo)
- Applicare "tutti gli ammortizzatori e gli strumenti e manovre nazionali di politiche economiche" in modo commisurato all’entità della crisi.
- Condividere esperienze e pratiche ottimali a livello internazionale per identificare approcci efficaci, supportato da un website creato dal Fondo monetario per facilitare lo scambio di informazioni pratiche.
- Utilizzare gli ammortizzatori rafforzati negli anni recenti, specialmente nei paesi emergenti membri dell’UE ma non della zona euro.
- Fornire supporto finanziario rapido e a condizioni favorevoli ai paesi più vulnerabili che non possono aumentare significativamente i loro deficit fiscali da soli.

### Note sull’autore
- L’autore è Poul M. Thomsen, Direttore del Dipartimento europeo del FMI dal novembre 2014, responsabile della supervisione del lavoro bilaterale del Fondo in 44 paesi e del dialogo con le istituzioni dell’Unione europea.
- Esperienza professionale citata: lavoro in Europa centrale e orientale dal 1987 al 2008; responsabilità durante la crisi finanziaria russa nel 1998; Direttore dell’Ufficio di Mosca dal 2001 al 2004.

*Fonte: blog033020*

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